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D.M. 18/09/2001 n. 468- Principali caratteristiche ambientali. I siti individuati costituiscono nel loro complesso una zona caratterizzata da una netta prevalenza di attività industriali ancora in essere o dismesse che - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Stimati 41,5 miliardi appaltabili nel 2000, 14,5 miliardi nel 2001 ed a completamento oltre il 2001 9,0 miliardi, per un totale di 65,0 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. Da elaborare. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. Valle d'Aosta Comune - Località. Emarese - Località Settarne-Chassant. - Tipologia dell'intervento. Messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale di cava di amianto e delle annesse discariche. - Perimetrazione. Il sito è ubicato ad un'altitudine di 1370 m circa s.l.m, ed ha un'estensione complessiva di circa 40.000 mq. L'area presenta cumuli ingenti di amianto in scaglie, derivanti dalle vecchie attività di cava terminate all'inizio degli anni 70. L'area è stata scavata ad imbuto di ampiezza significativa e in minima parte riempita con materiale di cava; sono presenti diversi buchi sul versante a monte, derivanti da una gestione della cava effettuata attraverso lo scavo di gallerie nella montagna. Queste ultime stanno provocando seri problemi di stabilità della parte superiore della montagna, che è anche interessata dalla presenza di un piccolo centro abitato. L'intera area è priva di protezione e di copertura per cui, oltre ai citati problemi di stabilità, è presente il problema del rischio di dispersione in atmosfera delle fibre libere di amianto rilasciate dalle scaglie di minerale cavato ed accumulato nel sito. L'area, essendo ubicata in montagna e soggetta quindi a intense precipitazioni nevose, non è accessibile nel periodo invernale, con conseguenti difficoltà di esecuzione delle indagini e degli interventi in sito per almeno sei mesi all'anno. - Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. La vastità dell'area, il pericolo connesso alla tipologia degli inquinanti ed alla presenza di discariche di rifiuti contenenti amianto, il pregio naturalistico delle aree circostanti, l'instabilità dei versanti portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo degli interventi, comprendenti le fasi preliminari alla progettazione, la progettazione stessa, la messa in sicurezza, la bonifica ed il ripristino ambientale dell'area, è stimato pari a circa 40 miliardi. - Piano di caratterizzazione. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. Veneto Comune - Località. Mardimago e Ceregnano (Rovigo) . - Tipologia dell`intervento. Bonifica area di smaltimento abusivo di rifiuti industriali. - Perimetrazione. Alle porte di Rovigo, nella frazione di Mardimago, si trova uno stoccaggio di varie tipologie di rifiuti, noto come "discarica abusiva di Mardimago". L'area è stata destinata da verde agricolo a infrastruttura di servizio dell'impianto di seconda categoria, consistente in una discarica di tipo II A. Le abitazioni più vicine si trovano a distanza di circa 400 m. Sull'area, di superficie pari a circa 16.000 m2, giacciono stoccate dalla fine del 1996 circa 21.000 tonnellate di rifiuto "fluff" (proveniente dall'attività di demolizione di autoveicoli e costituito da parti gommose, plastiche e di tessuto triturate e miscelate), circa 1.500 tonnellate di sale da conceria e 8 10 big - bags contenenti polverino. Il fluff risulterebbe provenire dalle ditte "Acciaierie Venete" di Padova (Transider Falk), il sale da aziende del settore conciario (fase di scarnatura delle pelli) e il polverino da impianti di abbattimento dei fumi di acciaieria. Il fluff presenta rischi per la salute pubblica e per l'ambiente rappresentati dai fenomeni di combustione nella parte esterna del cumulo, con dispersione incontrollata di fiumi e vapori pericolosi in atmosfera (la periferia della città di Rovigo dista circa 6 km in linea d'aria). A seguito di un importante fenomeno di combustione del fluff il Comune ha aperto un procedimento amministrativo, emettendo una serie di ordinanze comunali nei confronti della ditta proprietaria del materiale (Geotecas) e del proprietario del terreno (società Geotech). Ai sensi del Decreto legislativo n. 22/1997 il comune di Rovigo sta operando, in sostituzione dei responsabili inadempienti già sottoposti a procedimento penale, per la messa in sicurezza e la bonifica dell'area. Il materiale in oggetto non è stato inserito dal Decreto ministeriale 5 febbraio 1998 nella lista dei rifiuti non pericolosi riutilizzabili. In attesa dell'emanazione del prossimo Decreto sulle tipologie di rifiuti pericolosi recuperabili, tale tipologia di rifiuto, in base alle concentrazioni di metalli, alla presenza di oli, solventi e PCB, è stato classificato come rifiuto tossico nocivo ai fini dello smaltimento in discarica. I cumuli di sale non adeguatamente protetti rilasciano, per effetto del dilavamento delle acque meteoriche, cloruri e materiale organico nelle acque superficiali dei fossi adiacenti, nel terreno e di conseguenza nelle acque di falda; gli ultimi dati di monitoraggio ambientale (maggio 1999) hanno infatti segnalato un costante aumento della conducibilità elettrica e del COD nelle acque circostanti. Tale tipologia di rifiuto è stato classificato ai fini di un eventuale smaltimento (Deliberazione C.I. 27 luglio 1984) come rifiuto speciale non tossico - nocivo. La caratterizzazione chimica del polverino ha evidenziato l'elevata presenza di metalli pesanti (piombo, cadmio e cromo esavalente) e la sua classificazione ai fini di un eventuale smaltimento (Deliberazione C.I. 27 luglio 1984) come rifiuto tossico - nocivo. Esso è inoltre infiammabile ed esplosivo quando macinato e libera a contatto con acqua arsine e fosfine. Nel comune di Ceregnano, in località Lama Polesine, sono presenti ingenti quantità di fluff all'interno e all'esterno di un capannone di proprietà della società Geotecas. Anche in questo caso il comune sta operando in via sostitutiva in danno dei responsabili inadempienti. - Principali caratteristiche ambientali. Dal punto di vista idrologico l'area è circondata da acque superficiali consistenti in: bacino di cava (lato sud), fossati d'irrigazione a confine dell'area (lati nord, est ed ovest), canali di bonifica (scolo Cesta e Ceresolo). - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I finanziamenti finora ottenuti dalla provincia e dalla regione per la messa in sicurezza e bonifica del sito di Mardimago ammontano a 980 milioni. Circa 250 milioni sono stati spesi per i primi interventi di messa in sicurezza dell'area e per la caratterizzazione preliminare di tutto il sito. La restante cifra sarà utilizzata per l'inizio dell'intervento di bonifica dei cumuli di sale da conceria e del polverino. Il costo totale dell'intervento di bonifica e ripristino ambientale è stato stimato in circa 13 miliardi di lire, dei quali 4 per il sito di Ceregnano. - Piano di caratterizzazione. Da elaborare Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. La messa in sicurezza del sale da conceria è stata effettuata mediante una copertura con tettoia e teli di idonea resistenza per impedire il percolamen- A) Smaltimento transfrontaliero del rifiuto ad esempio in cave o miniere in Germania, disponibili ad accettare il materiale (costo pari a circa 9 miliardi). B) Declassazione ai fini dello smaltimento di parte del materiale contaminato (costo pari a circa 7 miliardi), attraverso le seguenti fasi: smassamento e separazione meccanica del rifiuto (separazione in lotti omogenei, vagliatura meccanica nelle due classi granulometriche > e <4 mm, lavaggio con acqua in pressione, caratterizzazione chimica delle due frazioni ottenute); smaltimento finale del rifiuto in discariche italiane di seconda categoria tipo B. Per quanto riguarda il sale è prevista la rimozione ed il suo recupero come antighiaccio stradale (costo circa 200 milioni). Il polverino, in considerazione delle quantità limitate, sarà rimosso e smaltito in discarica (costo circa 8 milioni). Una volta rimossi i rifiuti si procederà alla valutazione del grado di contaminazione dei terreni sottostanti e delle acque superficiali e di falda. Un progetto preliminare di bonifica del sito di Ceregnano prevede l'asportazione e lo smaltimento del fluff in discarica autorizzata (costo circa 4 miliardi). Provincia autonoma di Bolzano Comune - Località. Bolzano. - Tipologia dell'intervento. Bonifica aree industriali dismesse. - Perimetrazione. Lo stabilimento Aluminia, edificato nei primi anni '30, si trova nell'area industriale di Bolzano. Inizialmente l'area presentava dislivelli successivamente colmati con materiale di riporto; con l'ampliamento dello stabilimento, si resero necessari altri riempimenti realizzati anche con materiale proveniente dalla demolizione di vecchi capannoni e sale forni, e molto probabilmente con impiego di scorie di produzione provenienti da altri stabilimenti della zona industriale (Magnesio, Acciaierie). Lo stabilimento produceva alluminio a partire dalla bauxite, costituita dal 58% di sesquiossido di Al (Al(base)2 0(base)2), mescolata con il 23% di ossidi di ferro, 2,5 di silice (Sio(base)2), 3,5% di ossido di titanio ed acqua. Attraverso varie trasformazioni ed ampliamenti, lo stabilimento ha continuato a produrre alluminio fino al 1991 (è ancora attiva la produzione secondaria degli estrusi): in tutti gli anni di atti-vità, i fanghi ricchi di fluoruri vennero raccolti ed accumulati nei piazzali dello stabilimento per poi essere portati in discariche, cosi come i residui dei forni delle sale denominati Bz2, che furono accumulati e spianati nella parte sud-est dello stabilimento, area in cui lo spessore di tale accumulo è testimoniato da scarpate alte circa tre metri. L'inquinamento maggiore è provocato dal fluoruro (presente nella criolite), che può raggiungere le più importanti matrici ambientali attraverso i seguenti meccanismi fisici: diffusione di fumi e polveri in atmosfera, infiltrazione delle acque di percolazione provenienti dagli accumuli di stoccaggio delle scorie, percolazione attraverso i materiali provenienti dalla demolizione di parti dello stabilimento ed utilizzati per rilevati nell'area dello stesso; perdite dalle vasche di decantazione dei fanghi. Lo stabilimento magnesio, che ha iniziato le sue attività di produzione nell'aprile 1938, ha prodotto negli anni successivi le seguenti sostanze: carburo di calcio, magnesio (metodi Pidgeon e Bolzano), ferro, silicio e ossido di bario. La lavorazione predominante all'interno dell'area è stata certamente quella relativa alla produzione del magnesio, il cui residuo di lavorazione è un ma- - Principali caratteristiche ambientali. L'area relativa allo stabilimento Aluminia è situata lungo la sinistra idrografica del fiume Isarco, in particolare nella parte terminale del suo conoide. Il terreno ha un andamento pianeggiante con diversi piani tra piazzali e scantinati: in particolare i piazzali sono realizzati su rilevati e quindi a quote superiori rispetto ai terreni adiacenti ad est e sud-est. Dal punto di vista idrogeologico, l'area è caratterizzata dalla presenza di due falde idriche sovrapposte, delimitate da uno strato di limo argilloso della potenza minima di 1,5 metri, posto a circa 20 metri di profondità: ambedue gli acquiferi sono costituiti da alluvioni ghiaioso-sabbiose più o meno limose. L'area dello stabilimento Magnesio, si trova sul conoide formato dall'azione combinata del torrente Talvera e del fiume Isarco. È costituita da ghiaie e sabbie in matrice scarsamente limosa, e presenta in superficie un livello limo-sabbioso di potenza massima intorno ai due metri. I terreni risultano sede di un acquifero continuo in senso orizzontale e verticale, che costituisce un sistema monofalda, i cui massimi annuali sono concentrati nei mesi estivi e raggiungono la quota di - 6,20 metri dal piano campagna. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo degli interventi di bonifica delle due aree industriali è stato stimato in circa 40 miliardi di lire.
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